In breve
- Gualtieri propone un abbonamento a 50 euro l'anno per bus, metro, tram e treni regionali, per tutti i residenti in Italia. Il piano costa 5 miliardi l'anno.
- I soldi arriverebbero dalle tasse sui carburanti. La cifra è simile a quella che costerebbe un anno intero di sconto sul gasolio, quindi il paragone regge.
- Il punto debole sono i 3 miliardi per l'abbonamento: in Germania la stessa cifra serve per un abbonamento che costa quindici volte di più.
- Per diventare realtà servono il governo, le Regioni e un posto nella legge di bilancio, attesa in Parlamento entro il 20 ottobre.
01 · La proposta
Cosa propone Gualtieri
Chi a Roma ha un figlio tra gli 11 e i 19 anni lo sa già: dal 2023 il Comune vende ai ragazzi residenti un abbonamento annuale a 50 euro, valido su bus, metro e tram. Un adulto, per la stessa tessera, paga 250 euro.
Il 30 settembre Roberto Gualtieri ha proposto di dare quel prezzo a tutti. Varrebbe per ogni residente in Italia e coprirebbe anche i treni regionali, quelli dei pendolari. Il sindaco di Roma ha presentato l'idea al Festival delle Città come presidente di ALI, l'associazione che riunisce sindaci e amministratori locali del centrosinistra, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore e alla sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra. Il Festival, ospitato a Palazzo Valentini, lo organizza proprio ALI, e quest'anno tra i partecipanti c'era anche Proxima.
Il piano costa 5 miliardi l'anno. Non tutti andrebbero ad abbassare il prezzo: una parte servirebbe a far funzionare meglio il servizio, perché se i passeggeri aumentano servono più bus e più corse.
Dove andrebbero i 5 miliardi l'anno
Ogni quadratino vale 100 milioni di euro.
- 3 miliardiper portare il prezzo dell'abbonamento a 50 euro
- 1,2 miliardiper rimettere in pari il fondo che lo Stato dà ogni anno ai trasporti locali
- 800 milioniper più mezzi, più corse e più personale dove crescono i passeggeri
Fonte: proposta di ALI presentata al Festival delle Città, 30 settembre 2026
Il piano partirebbe nel primo anno dalle grandi città e dalle zone con più pendolari, per arrivare a tutto il Paese in due o tre anni. Ogni anno si controllerebbero i risultati per correggere la spesa.
L'idea è cambiata in fretta. Il 6 settembre Gualtieri parlava di trasporti gratis per tutti. Tre settimane dopo è diventata un abbonamento a 50 euro, con 2 miliardi messi da parte per migliorare il servizio. È una proposta ancora in costruzione, ed è per questo che il Radar la segue da adesso.
02 · I soldi
Da dove arrivano i soldi
Da marzo il governo ha tenuto basso il prezzo del gasolio con uno sconto sulle accise, le tasse fisse che paghiamo su ogni litro di carburante. Lo sconto, 17 centesimi al litro, è partito con la guerra tra Stati Uniti e Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz. Da allora è stato rinnovato sedici volte, quasi sempre per pochi giorni.
Gualtieri ha fatto un conto: se quello sconto durasse un anno intero costerebbe circa 4,75 miliardi, più o meno quanto il suo piano. Da qui la proposta. Invece di spendere quei soldi per abbassare il pieno qualche settimana alla volta, usarli ogni anno per bus, metro e treni.
Il conto è giusto. Partendo dai litri di gasolio venduti in un anno, uno sconto di 17 centesimi vale circa 4,8 miliardi; partendo dalla spesa dichiarata dal governo per i primi dieci giorni, circa 4,6.
Il piano costa quanto un anno di sconto sul gasolio
Miliardi di euro. La barra a righe è un'ipotesi: lo sconto non è mai durato un anno.
Fonti: ALI; Servizi Studi di Camera e Senato, spesa dal 19 marzo al 10 settembre 2026
C'è però una precisazione da fare. Quei 4,75 miliardi sono un'ipotesi, perché lo sconto non è mai durato un anno. Da marzo a settembre è costato circa 2,1 miliardi, e il governo lo ha tolto poco alla volta: dal 26 settembre era sceso a 6 centesimi, e dal 6 ottobre resta solo quanto si può pagare con l'Iva in più incassata grazie ai prezzi alti. Intanto il gasolio ha toccato il prezzo medio più alto mai registrato, quasi 2,36 euro al litro.
Per pagare il piano servirebbero quindi soldi nuovi, ogni anno. ALI chiede di prenderli dalle tasse sui carburanti, che portano allo Stato circa 26 miliardi l'anno: il piano ne userebbe un quinto. Oggi quei soldi finanziano altre spese, quindi andrebbero tolti da qualche altra parte del bilancio o trovati con nuove entrate.
03 · Il precedente
Un precedente che viene dal governo
Usare le tasse sui carburanti per pagare i trasporti pubblici è un'idea che il governo Meloni ha già messo in pratica. Nel 2025 ha cominciato ad allineare le tasse sul gasolio a quelle sulla benzina e ha stabilito che i soldi in più incassati vadano ai trasporti locali, per pagare il nuovo contratto di autisti e personale. A regime si parla di circa 600 milioni l'anno.
ALI chiede la stessa cosa in grande: 5 miliardi invece di 600 milioni, circa otto volte tanto. Oggi lo Stato dà ogni anno a Regioni e Comuni 5,3 miliardi per bus, metro e treni locali; con il piano quella cifra quasi raddoppierebbe. Che una parte delle tasse sul carburante vada ai trasporti lo prevede già la legge. Resta da decidere quanto.
04 · Il dubbio
Bastano 3 miliardi per un abbonamento a 50 euro?
Qui la proposta si fa più fragile. Per sapere quanto costa davvero un abbonamento a 50 euro bisogna sapere quante persone lo comprerebbero e quanti soldi perderebbero le aziende dei trasporti, che oggi vivono anche dei biglietti. Nei resoconti della presentazione questi conti non ci sono.
Un paragone aiuta a capire l'ordine di grandezza. In Germania esiste dal 2023 un abbonamento unico per tutti i trasporti locali e regionali, il Deutschlandticket. Costa 63 euro al mese, cioè 756 euro l'anno, e lo usano circa 14 milioni di persone. Per tenerlo in piedi lo Stato e le Regioni tedesche spendono 3 miliardi l'anno, e le aziende dicono che non bastano. ALI vorrebbe usare la stessa cifra per un abbonamento che costa quindici volte meno.
Stessa spesa pubblica, prezzo quindici volte più basso
Quanto paga in un anno chi ha l'abbonamento, in euro.
Fonti: web.de (Deutschlandticket); ATAC (Metrebus Roma); ALI
Il confronto va preso con le pinze. In Italia i biglietti costano già meno che in Germania, quindi ogni nuovo abbonato a 50 euro fa perdere alle aziende meno soldi. A Roma chi oggi paga 250 euro ne pagherebbe 50: per l'azienda sono 200 euro in meno. Un abbonamento così economico, però, lo comprerebbe anche chi oggi prende il bus due volte al mese, e il conto finale dipende da quante persone entrano. Senza i dati delle aziende nessuno può farlo dall'esterno.
C'è anche una regola da cambiare. Una legge del 1997 chiede che biglietti e abbonamenti paghino almeno il 35% dei costi del servizio, cioè circa un terzo. Con abbonamenti a 50 euro quella soglia salterebbe, e la legge andrebbe riscritta.
Restano poi alcune cose da chiarire.
- Un abbonamento unico o tanti abbonamenti locali?Gualtieri ha parlato di un abbonamento valido in tutta Italia, mentre le sintesi diffuse parlano di abbonamenti locali portati a 50 euro. I costi cambiano molto.
- Chi conta come residente?Per gli studenti fuori sede e per chi lavora lontano da dove ha la residenza è la domanda decisiva. Nel Termometro Ed. 03 abbiamo calcolato che oggi uno studente che arriva a Roma da fuori paga fino a 576,40 euro per dieci mesi.
- E i turisti?Continuerebbero a pagare il biglietto, e da loro dipende una parte degli incassi delle aziende.
05 · Il confronto
Cosa è successo in Germania nel 2022
La Germania ha già provato a fare le due cose insieme. Nell'estate del 2022, per tre mesi, ha tagliato le tasse sul carburante e ha venduto un abbonamento da 9 euro al mese valido su tutti i trasporti locali. Ne sono stati venduti 52 milioni, con una spesa di 2,5 miliardi per lo Stato.
I treni si sono riempiti, ma pochi hanno lasciato l'auto. Secondo l'associazione delle aziende tedesche dei trasporti, solo un utente su dieci l'ha lasciata ferma almeno una volta, e nelle campagne il biglietto l'ha comprato la metà delle persone rispetto alle città. Alla fine il presidente dell'associazione ha ammesso che sull'inquinamento non è rimasto un effetto duraturo. Va detto che nello stesso periodo anche il pieno costava meno, e questo può aver convinto molti a restare in macchina.
Il messaggio per l'Italia è che il prezzo da solo non basta: se il bus non passa, anche a 50 euro molti continueranno a usare l'auto. ALI lo ha messo in conto e destina una parte dei soldi al servizio. La voce per più mezzi e più corse resta però la più piccola del piano, 800 milioni per tutto il Paese. A Roma, dove secondo alcuni studi gli autobus viaggiano in media intorno ai 20 chilometri orari, la qualità del servizio pesa almeno quanto il prezzo.
06 · Chi decide
Chi deve dire sì
Nessuno può realizzare la proposta da solo. I soldi sono dello Stato, ma i trasporti locali li organizzano le Regioni e molte aziende appartengono ai Comuni. ALI ha deciso di partire proprio dai Comuni e chiederà ai consigli comunali di votare la proposta. A Roma l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè l'ha già sostenuta.
| Chi | Cosa può fare | Quando |
|---|---|---|
| Governo e Parlamento | Mettere i soldi nella legge di bilancio e decidere quanta parte delle tasse sui carburanti va ai trasporti | La legge di bilancio 2027 arriva in Parlamento entro il 20 ottobre |
| Regioni | Organizzano bus e treni regionali e, con i Comuni, decidono le tariffe | Devono trovare un accordo con lo Stato; nel Lazio governa il centrodestra |
| Comuni | Votare la proposta nei consigli comunali e sostenerla con il governo | ALI chiederà i voti nelle prossime settimane |
| Aziende dei trasporti | Perderebbero incassi dai biglietti e andrebbero rimborsate | Il loro parere ancora non c'è |
07 · Il contesto
Una proposta da campagna elettorale?
Il contesto è politico e va tenuto presente. ALI riunisce i sindaci del centrosinistra, e Gualtieri ha aperto il Festival augurandosi la vittoria della sua parte alle prossime politiche. Nel 2027 si vota per il Parlamento e, a Roma, anche per il sindaco. Nello stesso discorso ha criticato il governo per aver usato i risparmi del Pnrr per togliere il bollo auto 2027 a molte auto, una misura da 2,36 miliardi di cui abbiamo scritto nel Radar #2. L'abbonamento a 50 euro ha tutto per entrare in un programma elettorale.
La proposta ha però elementi che una semplice promessa di solito non ha. Riprende un meccanismo che il governo stesso ha già usato, prevede di partire per gradi controllando ogni anno i risultati, e il paragone con lo sconto sul gasolio è corretto.
Manca la parte più importante, cioè il calcolo dei 3 miliardi. Gualtieri l'ha definita una proposta «assolutamente realizzabile». Per dimostrarlo servono quei numeri, l'accordo con le Regioni e un posto nella legge di bilancio.
Cosa seguiremo
- Dal 6 ottobreLe accise mobili sul gasolio: vedremo quanto il governo continuerà a spendere per tenere basso il prezzo.
- Entro il 20 ottobreLa legge di bilancio 2027 in Parlamento: guarderemo se ci sono più soldi per i trasporti locali.
- Nelle prossime settimaneI voti nei consigli comunali chiesti da ALI, a partire da quello di Roma.
- Senza dataI conti di ALI sui 3 miliardi, se verranno pubblicati, e la risposta delle Regioni, a cominciare dal Lazio.
La tesi
Il paragone con lo sconto sul gasolio regge: un anno di sconto costa più o meno quanto il piano di ALI, e l'idea di usare le tasse sui carburanti per i trasporti è già scritta nella legge. Manca la prova che 3 miliardi bastino per un abbonamento a 50 euro per tutti, quando in Germania la stessa cifra sostiene un abbonamento da 756 euro l'anno.
Alla presentazione della legge di bilancio guarderemo se una parte delle tasse sui carburanti va ai trasporti locali, e torneremo sui 3 miliardi appena ALI pubblicherà i suoi conti.
Nota metodologica
Fonti sulla proposta: resoconti della presentazione al Festival delle Città del 30/9/2026 (La Capitale, Blitz Quotidiano, Roma Tomorrow); dichiarazioni del 6 settembre (Open). A oggi ALI non ha pubblicato un documento tecnico; il costo annuo dello sconto compare nei resoconti come 4,75 o 4,74 miliardi.
Dati di contesto: spesa per lo sconto dal 19/3 al 10/9/2026, 2,07 miliardi (Servizi Studi di Camera e Senato, riportati da La Sicilia); spesa dei primi dieci giorni di fine luglio, 125 milioni (QuiFinanza); calendario dello sconto (Open, Il Post); gasolio venduto nel 2024, 28,3 miliardi di litri (Finanza.com); gettito dell'imposta sugli oli minerali 2024, 26,2 miliardi (Osservatorio CPI); destinazione del maggior gettito delle accise al Fondo trasporti, decreto ministeriale del 14/5/2025 (Edotto) e stime di gettito (L'Automobile ACI); Fondo nazionale trasporti 2026, 5,3017 miliardi (proposta ALI); regola del 35% (decreto legislativo 422/1997, Osservatorio CPI); tariffe Metrebus Roma (ATAC) e abbonamento under 19 (Wanted in Rome); Deutschlandticket (web.de, auto motor und sport); 9-Euro-Ticket (VDV, Travelbook, Berliner Zeitung).
Calcoli Proxima: costo annuo dello sconto dalla spesa del governo = 125 milioni ÷ 10 giorni × 365 = 4,56 miliardi; dai consumi = 0,17 euro × 28,3 miliardi di litri = 4,81 miliardi. Quota delle tasse sui carburanti = 5 ÷ 26,2 = 19%. Aumento dei fondi statali ai trasporti locali = 5 ÷ 5,3017 = +94%. Scala rispetto al gettito del riallineamento = 5 miliardi ÷ 600 milioni, circa 8 volte. Rapporto di prezzo con la Germania = 756 ÷ 50 = 15,1.
Limiti. Sono stime di ordine di grandezza. I litri di gasolio comprendono anche quello dei camion, che ha regole di rimborso proprie. I 2,1 miliardi spesi davvero coprono dal 19 marzo al 10 settembre e includono le prime settimane, quando lo sconto valeva anche per la benzina. Il 35% è la soglia di legge; l'ultima media nazionale disponibile, il 37%, risale al 2014. Il paragone con la Germania è indicativo, perché prezzi di partenza, rete e numero di abbonati sono diversi.
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