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Illustrazione: una mappa di linee del trasporto pubblico che si incrociano, luminose su fondo violetto
Il Radar · Ed. 04

Abbonamento ai mezzi a 50 euro l'anno per tutti: quanto costa e chi paga

Gualtieri, da presidente dei sindaci di ALI, propone di spendere per bus, metro e treni regionali i soldi che servivano a tenere basso il prezzo del gasolio. Il paragone con lo sconto sul carburante sta in piedi. Sui 3 miliardi per l'abbonamento, invece, i conti ancora mancano.

Proposta ALI Festival delle Città, 30 settembre Lettura 7 min
Illustrazione Proxima · mappa di linee del trasporto pubblico, elaborazione duotone

In breve

  • Gualtieri propone un abbonamento a 50 euro l'anno per bus, metro, tram e treni regionali, per tutti i residenti in Italia. Il piano costa 5 miliardi l'anno.
  • I soldi arriverebbero dalle tasse sui carburanti. La cifra è simile a quella che costerebbe un anno intero di sconto sul gasolio, quindi il paragone regge.
  • Il punto debole sono i 3 miliardi per l'abbonamento: in Germania la stessa cifra serve per un abbonamento che costa quindici volte di più.
  • Per diventare realtà servono il governo, le Regioni e un posto nella legge di bilancio, attesa in Parlamento entro il 20 ottobre.

Cosa propone Gualtieri

Chi a Roma ha un figlio tra gli 11 e i 19 anni lo sa già: dal 2023 il Comune vende ai ragazzi residenti un abbonamento annuale a 50 euro, valido su bus, metro e tram. Un adulto, per la stessa tessera, paga 250 euro.

Il 30 settembre Roberto Gualtieri ha proposto di dare quel prezzo a tutti. Varrebbe per ogni residente in Italia e coprirebbe anche i treni regionali, quelli dei pendolari. Il sindaco di Roma ha presentato l'idea al Festival delle Città come presidente di ALI, l'associazione che riunisce sindaci e amministratori locali del centrosinistra, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore e alla sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra. Il Festival, ospitato a Palazzo Valentini, lo organizza proprio ALI, e quest'anno tra i partecipanti c'era anche Proxima.

Il piano costa 5 miliardi l'anno. Non tutti andrebbero ad abbassare il prezzo: una parte servirebbe a far funzionare meglio il servizio, perché se i passeggeri aumentano servono più bus e più corse.

Dove andrebbero i 5 miliardi l'anno

Ogni quadratino vale 100 milioni di euro.

  • 3 miliardiper portare il prezzo dell'abbonamento a 50 euro
  • 1,2 miliardiper rimettere in pari il fondo che lo Stato dà ogni anno ai trasporti locali
  • 800 milioniper più mezzi, più corse e più personale dove crescono i passeggeri

Fonte: proposta di ALI presentata al Festival delle Città, 30 settembre 2026

Il piano partirebbe nel primo anno dalle grandi città e dalle zone con più pendolari, per arrivare a tutto il Paese in due o tre anni. Ogni anno si controllerebbero i risultati per correggere la spesa.

L'idea è cambiata in fretta. Il 6 settembre Gualtieri parlava di trasporti gratis per tutti. Tre settimane dopo è diventata un abbonamento a 50 euro, con 2 miliardi messi da parte per migliorare il servizio. È una proposta ancora in costruzione, ed è per questo che il Radar la segue da adesso.

Da dove arrivano i soldi

Da marzo il governo ha tenuto basso il prezzo del gasolio con uno sconto sulle accise, le tasse fisse che paghiamo su ogni litro di carburante. Lo sconto, 17 centesimi al litro, è partito con la guerra tra Stati Uniti e Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz. Da allora è stato rinnovato sedici volte, quasi sempre per pochi giorni.

Gualtieri ha fatto un conto: se quello sconto durasse un anno intero costerebbe circa 4,75 miliardi, più o meno quanto il suo piano. Da qui la proposta. Invece di spendere quei soldi per abbassare il pieno qualche settimana alla volta, usarli ogni anno per bus, metro e treni.

Il conto è giusto. Partendo dai litri di gasolio venduti in un anno, uno sconto di 17 centesimi vale circa 4,8 miliardi; partendo dalla spesa dichiarata dal governo per i primi dieci giorni, circa 4,6.

Il piano costa quanto un anno di sconto sul gasolio

Miliardi di euro. La barra a righe è un'ipotesi: lo sconto non è mai durato un anno.

Il piano di ALI, ogni anno5 miliardi
Lo sconto sul gasolio, se durasse un anno intero4,75 miliardi
Lo sconto sul gasolio, speso davvero da marzo a settembre2,1 miliardi

Fonti: ALI; Servizi Studi di Camera e Senato, spesa dal 19 marzo al 10 settembre 2026

C'è però una precisazione da fare. Quei 4,75 miliardi sono un'ipotesi, perché lo sconto non è mai durato un anno. Da marzo a settembre è costato circa 2,1 miliardi, e il governo lo ha tolto poco alla volta: dal 26 settembre era sceso a 6 centesimi, e dal 6 ottobre resta solo quanto si può pagare con l'Iva in più incassata grazie ai prezzi alti. Intanto il gasolio ha toccato il prezzo medio più alto mai registrato, quasi 2,36 euro al litro.

Per pagare il piano servirebbero quindi soldi nuovi, ogni anno. ALI chiede di prenderli dalle tasse sui carburanti, che portano allo Stato circa 26 miliardi l'anno: il piano ne userebbe un quinto. Oggi quei soldi finanziano altre spese, quindi andrebbero tolti da qualche altra parte del bilancio o trovati con nuove entrate.

Un precedente che viene dal governo

Usare le tasse sui carburanti per pagare i trasporti pubblici è un'idea che il governo Meloni ha già messo in pratica. Nel 2025 ha cominciato ad allineare le tasse sul gasolio a quelle sulla benzina e ha stabilito che i soldi in più incassati vadano ai trasporti locali, per pagare il nuovo contratto di autisti e personale. A regime si parla di circa 600 milioni l'anno.

ALI chiede la stessa cosa in grande: 5 miliardi invece di 600 milioni, circa otto volte tanto. Oggi lo Stato dà ogni anno a Regioni e Comuni 5,3 miliardi per bus, metro e treni locali; con il piano quella cifra quasi raddoppierebbe. Che una parte delle tasse sul carburante vada ai trasporti lo prevede già la legge. Resta da decidere quanto.

Bastano 3 miliardi per un abbonamento a 50 euro?

Qui la proposta si fa più fragile. Per sapere quanto costa davvero un abbonamento a 50 euro bisogna sapere quante persone lo comprerebbero e quanti soldi perderebbero le aziende dei trasporti, che oggi vivono anche dei biglietti. Nei resoconti della presentazione questi conti non ci sono.

Un paragone aiuta a capire l'ordine di grandezza. In Germania esiste dal 2023 un abbonamento unico per tutti i trasporti locali e regionali, il Deutschlandticket. Costa 63 euro al mese, cioè 756 euro l'anno, e lo usano circa 14 milioni di persone. Per tenerlo in piedi lo Stato e le Regioni tedesche spendono 3 miliardi l'anno, e le aziende dicono che non bastano. ALI vorrebbe usare la stessa cifra per un abbonamento che costa quindici volte meno.

Stessa spesa pubblica, prezzo quindici volte più basso

Quanto paga in un anno chi ha l'abbonamento, in euro.

Germania, Deutschlandticket756 €
Spesa pubblica: 3 miliardi l'anno
Roma oggi, abbonamento annuale Metrebus250 €
Proposta di ALI, per tutti i residenti50 €
Spesa pubblica prevista: 3 miliardi l'anno

Fonti: web.de (Deutschlandticket); ATAC (Metrebus Roma); ALI

Il confronto va preso con le pinze. In Italia i biglietti costano già meno che in Germania, quindi ogni nuovo abbonato a 50 euro fa perdere alle aziende meno soldi. A Roma chi oggi paga 250 euro ne pagherebbe 50: per l'azienda sono 200 euro in meno. Un abbonamento così economico, però, lo comprerebbe anche chi oggi prende il bus due volte al mese, e il conto finale dipende da quante persone entrano. Senza i dati delle aziende nessuno può farlo dall'esterno.

C'è anche una regola da cambiare. Una legge del 1997 chiede che biglietti e abbonamenti paghino almeno il 35% dei costi del servizio, cioè circa un terzo. Con abbonamenti a 50 euro quella soglia salterebbe, e la legge andrebbe riscritta.

Restano poi alcune cose da chiarire.

Cosa è successo in Germania nel 2022

La Germania ha già provato a fare le due cose insieme. Nell'estate del 2022, per tre mesi, ha tagliato le tasse sul carburante e ha venduto un abbonamento da 9 euro al mese valido su tutti i trasporti locali. Ne sono stati venduti 52 milioni, con una spesa di 2,5 miliardi per lo Stato.

I treni si sono riempiti, ma pochi hanno lasciato l'auto. Secondo l'associazione delle aziende tedesche dei trasporti, solo un utente su dieci l'ha lasciata ferma almeno una volta, e nelle campagne il biglietto l'ha comprato la metà delle persone rispetto alle città. Alla fine il presidente dell'associazione ha ammesso che sull'inquinamento non è rimasto un effetto duraturo. Va detto che nello stesso periodo anche il pieno costava meno, e questo può aver convinto molti a restare in macchina.

Il messaggio per l'Italia è che il prezzo da solo non basta: se il bus non passa, anche a 50 euro molti continueranno a usare l'auto. ALI lo ha messo in conto e destina una parte dei soldi al servizio. La voce per più mezzi e più corse resta però la più piccola del piano, 800 milioni per tutto il Paese. A Roma, dove secondo alcuni studi gli autobus viaggiano in media intorno ai 20 chilometri orari, la qualità del servizio pesa almeno quanto il prezzo.

Chi deve dire sì

Nessuno può realizzare la proposta da solo. I soldi sono dello Stato, ma i trasporti locali li organizzano le Regioni e molte aziende appartengono ai Comuni. ALI ha deciso di partire proprio dai Comuni e chiederà ai consigli comunali di votare la proposta. A Roma l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè l'ha già sostenuta.

ChiCosa può fareQuando
Governo e ParlamentoMettere i soldi nella legge di bilancio e decidere quanta parte delle tasse sui carburanti va ai trasportiLa legge di bilancio 2027 arriva in Parlamento entro il 20 ottobre
RegioniOrganizzano bus e treni regionali e, con i Comuni, decidono le tariffeDevono trovare un accordo con lo Stato; nel Lazio governa il centrodestra
ComuniVotare la proposta nei consigli comunali e sostenerla con il governoALI chiederà i voti nelle prossime settimane
Aziende dei trasportiPerderebbero incassi dai biglietti e andrebbero rimborsateIl loro parere ancora non c'è

Una proposta da campagna elettorale?

Il contesto è politico e va tenuto presente. ALI riunisce i sindaci del centrosinistra, e Gualtieri ha aperto il Festival augurandosi la vittoria della sua parte alle prossime politiche. Nel 2027 si vota per il Parlamento e, a Roma, anche per il sindaco. Nello stesso discorso ha criticato il governo per aver usato i risparmi del Pnrr per togliere il bollo auto 2027 a molte auto, una misura da 2,36 miliardi di cui abbiamo scritto nel Radar #2. L'abbonamento a 50 euro ha tutto per entrare in un programma elettorale.

La proposta ha però elementi che una semplice promessa di solito non ha. Riprende un meccanismo che il governo stesso ha già usato, prevede di partire per gradi controllando ogni anno i risultati, e il paragone con lo sconto sul gasolio è corretto.

Manca la parte più importante, cioè il calcolo dei 3 miliardi. Gualtieri l'ha definita una proposta «assolutamente realizzabile». Per dimostrarlo servono quei numeri, l'accordo con le Regioni e un posto nella legge di bilancio.

Cosa seguiremo

La tesi

Il paragone con lo sconto sul gasolio regge: un anno di sconto costa più o meno quanto il piano di ALI, e l'idea di usare le tasse sui carburanti per i trasporti è già scritta nella legge. Manca la prova che 3 miliardi bastino per un abbonamento a 50 euro per tutti, quando in Germania la stessa cifra sostiene un abbonamento da 756 euro l'anno.

Alla presentazione della legge di bilancio guarderemo se una parte delle tasse sui carburanti va ai trasporti locali, e torneremo sui 3 miliardi appena ALI pubblicherà i suoi conti.

Nota metodologica

Fonti sulla proposta: resoconti della presentazione al Festival delle Città del 30/9/2026 (La Capitale, Blitz Quotidiano, Roma Tomorrow); dichiarazioni del 6 settembre (Open). A oggi ALI non ha pubblicato un documento tecnico; il costo annuo dello sconto compare nei resoconti come 4,75 o 4,74 miliardi.

Dati di contesto: spesa per lo sconto dal 19/3 al 10/9/2026, 2,07 miliardi (Servizi Studi di Camera e Senato, riportati da La Sicilia); spesa dei primi dieci giorni di fine luglio, 125 milioni (QuiFinanza); calendario dello sconto (Open, Il Post); gasolio venduto nel 2024, 28,3 miliardi di litri (Finanza.com); gettito dell'imposta sugli oli minerali 2024, 26,2 miliardi (Osservatorio CPI); destinazione del maggior gettito delle accise al Fondo trasporti, decreto ministeriale del 14/5/2025 (Edotto) e stime di gettito (L'Automobile ACI); Fondo nazionale trasporti 2026, 5,3017 miliardi (proposta ALI); regola del 35% (decreto legislativo 422/1997, Osservatorio CPI); tariffe Metrebus Roma (ATAC) e abbonamento under 19 (Wanted in Rome); Deutschlandticket (web.de, auto motor und sport); 9-Euro-Ticket (VDV, Travelbook, Berliner Zeitung).

Calcoli Proxima: costo annuo dello sconto dalla spesa del governo = 125 milioni ÷ 10 giorni × 365 = 4,56 miliardi; dai consumi = 0,17 euro × 28,3 miliardi di litri = 4,81 miliardi. Quota delle tasse sui carburanti = 5 ÷ 26,2 = 19%. Aumento dei fondi statali ai trasporti locali = 5 ÷ 5,3017 = +94%. Scala rispetto al gettito del riallineamento = 5 miliardi ÷ 600 milioni, circa 8 volte. Rapporto di prezzo con la Germania = 756 ÷ 50 = 15,1.

Limiti. Sono stime di ordine di grandezza. I litri di gasolio comprendono anche quello dei camion, che ha regole di rimborso proprie. I 2,1 miliardi spesi davvero coprono dal 19 marzo al 10 settembre e includono le prime settimane, quando lo sconto valeva anche per la benzina. Il 35% è la soglia di legge; l'ultima media nazionale disponibile, il 37%, risale al 2014. Il paragone con la Germania è indicativo, perché prezzi di partenza, rete e numero di abbonati sono diversi.

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